5 minuti di… Vale la pena giocare un mazzo non completo?

Riprendiamo in mano una vecchia rubrica. Considerate questa serie più come un flusso di coscienza comprendente alcune riflessioni che voglio dividere con voi. 
In questo caso mi sono chiesto una cosa semplice: vale la pena portare a un torneo un mazzo non completo? Per mazzo non completo intendo prive delle standard 4 sentinelle e della carta principale del clan. 
Non mi avrai mai in quattro copie!

Uno dei miei clan preferiti è Narukami, come non amare dai dragoni sputafulmini? Purtroppo però di Narukami possiedo solo un mazzo non completo tanto che solo due settimane fa sono riuscito ad aggiungere due sentinelle e un Vermiglio portando quindi le carte totali nel mazzo a… due sentinelle e un Vermiglio. 

Questa settimana volevo provare qualcosa di diverso e ho deciso di utilizzare Narukami comunque malgrado le lacune del mazzo. Malgrado fosse un torneo locale i contendenti erano molto agguerriti. C’era un La Fine, un Ezel, un Signore Maestoso, uno Tsukuyomi e i giocatori possedevano tutti buona conoscenza dei loro mazzi. Il risultato finale non è tanto importante (sono arrivato secondo), quanto vorrei concentrarmi su come il mazzo ha risposto alle varie situazioni. 
Certe volte ci si dimentica che questo gioco possiede due meccaniche che equilibrano le forze in campo, una voluta e una invece no. Sto parlando della meccanica degli inneschi e della convocazione. 
Partiamo degli inneschi. La parte fondamentale del mazzo è data dagli inneschi che permettono di indirizzare la strategia verso un determinato fine. Essendo poi, per fortuna, di facile accesso ai giocatori anche chi magari ha appena iniziato a giocare è probabile che abbia la miglior composizione possibile di inneschi per il suo mazzo. Questo vuol dire dare consistenza alle situazioni di gioco e a quello che si vuole fare. Poi è chiaro, la meccanica principale di Vanguard gira attorno a un sistema randomico e incontrollabile che certe volte permette turni assurdi mentre altre lascia con l’amaro in bocca. Ma questo è normale, nessun gioco di carte sul commercio è esente da questo tipo di problemi. Inoltre, si tratta di un sistema di risk/reward che è voluto e non qualcosa venuto fuori dopo. 
La convocazione invece rappresenta il baco del gioco. C’è poco da fare, anche Bushiroad l’ha subito notato e ha tentato di metterci una pezza in tutti i modi con risultati altalenanti (per leggere la discussione completa leggi qui). Rimanere fermi un turno perché non si riesce a far avanzare il Vanguard di grado rappresenta, per la maggioranza dei casi, una perdita di tempo nel senso di perdita nell’avanzare la partita. Non si tratta tanto di un mero svantaggio carte (perdere un turno alla fine dei conti non da svantaggio carte visto che non si è persa una carta dalla mano per convocare) ma nella partita lunga rimanere per più di un turno bloccato equivale a dimezzare drasticamente le proprie possibilità di vittoria. 
Un giorno sarai mio!

Dove sta allora la differenza tra un mazzo completo e un mazzo invece incompleto? Non ho la certezza della cosa ma posso azzardare alcune ipotesi:
1) Consistenza. Se è valido il discorso degli inneschi dobbiamo renderlo valido anche per le altre carte del mazzo. La situazione è semplice; più copie giocate di una carta, più e facile pescarle. Un mazzo con solo una copia di Vermiglio avrà molta più difficoltà di giocare l’unità principale fin dall’inizio rispetto a uno con più copie. Questo vuol dire che un mazzo incompleto avrà meno possibilità di portare termine la sua strategia in tempi prestabiliti.
2) Nelle piccole cose. Quando la Sentinella diventa fondamentale? Quando c’è un attacco che non è possibile parare se non buttando via un sacco di carte (più di due). Può sembrare una stupidaggine da dire ma questo è il momento in cui si vede la differenza tra avere o non avere le sentinelle. 
L’esperienza è stata comunque formativa per comprendere meglio l’attuale stato del gioco nel quale le differenze tra un mazzo completo e uno subottimale sono minime ma possono essere determinanti nel decidere le sorti della partita (come mi è successo non avendo modo di parare un Ezel pompato in quanto sprovvisto di sentinella). 
In generale comunque, per rispondere alla domanda di partenza, credo che valga la pena giocare un mazzo incompleto se si è coscienti dei limiti e delle difficoltà che si possono incontrare. La chiave per portare a casa la vittoria credo stia nel conosce cosa gioca l’avversario, la composizione del mazzo e come prepararsi prima per risolvere le situazioni che verranno a crearsi.
Ditemi se questa rubrica vi piace, potrebbe diventare un appuntamento fisso ogni mese. 
Alla prossima.
Stand Up, Vanguard!

Paolo

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