Tsukuyomi parte II. Misaki chi?

Seconda parte della guida su come giocare Tsukuyomi. Dopo aver spiegato per grandi linee come funziona il mazzo, oggi spiegheremo come memorizzare velocemente e con poco sforzo qualsiasi sequenza di carte che invieremo in fondo al mazzo tramite gli effetti della catena o di CEO Amaterasu. Poche semplici regole che richiedono solo un po’ di esercizio per poter essere applicate e non soltanto per quanto riguarda i giochi di carte. Partiamo con la tabella:
Non so chi la conosce, anche se probabilmente se state leggendo quest’articolo vuol dire che non l’avete mai vista prima, ma questa è la Tabella di Conversione Fonetica elaborata da Leibniz ancora tra la fine del ‘600 e l’inizio del ‘700 e che ha preso piede come metodo standard per la conversione di numeri in suoni e lettere dell’alfabeto. Attraverso l’associazione di suoni a numeri è possibile memorizzare grandi quantità di dati molto velocemente e senza particolare sforzo e sopratutto è possibile accedere rapidamente a quelle sequenze numeriche quando se ne ha bisogno. 
Come funziona? Ogni numero è assegnato a un suono che corrisponde a una lettera: 1=D, T; 2=N, GN e così via. Unendo i vari numeri e scegliendo quale tra le opzioni di suono relative è più utile al momento si possono formare parole, e saranno proprio queste che permetteranno di ricordare facilmente questi numeri. 
Supponiamo di avere quindi una sequenza di numeri del tipo 1861 
1= D
8= F
6= C
1= T 
A queste lettere dobbiamo aggiungere le vocali, che non sono contemplate in questa tabella. Quindi 1861 può essere convertita nelle parole “Di Facciata”. Concorderete che ricordarsi “Di Facciata” è molto più semplice di 1861 e molto più immediato. Non ho scelto a caso questa cifra come esempio perché rappresenta un caso pratico. Il primo a livello di tecnica, perché mostra come il raddoppio della consonante sia contemplato nella costruzione delle parole tramite conversione fonetica (6=C dolce ma raddoppiando la C si ottiene la parola di senso compiuto facciata). 
Il secondo motivo è molto più legato all’uso di queste tecniche di memoria per legare date ad eventi. E se vi dicessi che 1861 è l’anno dell’Unità d’Italia? E se vi dicessi che l’Unità d’Italia è “di facciata”? Ecco che, a voi basterà ricordare che l’Unità d’Italia è “di facciata”, fare la conversione fonetica e di punto in bianco vi ricorderete anche l’anno dell’Unità. 
Vi starete chiedendo: “ma Aster89, a noi questo come aiuta a ricordare le carte di Tsukuyomi?”. Ebbene, ci aiuta molto. In Cardfight!!Vanguard ogni carta ha un grado, che va dallo 0 al 3, e proprio questo grado è ciò che ci permetterà di mettere in pratica la tecnica di memoria che ho esposto prima.

Misaki non vuole che si scopra questo.

Ok, mettiamo il caso che, al primo turno, con l’effetto di Ichibiyoshi, Falco Divino avete visto le prime 5 carte composte da: Ceo Amaterasu (g3), Tsukuyomi, La dea della Luna Crescente (g1), Tom il Silenzioso (g2), Uccello Psichico (g0, crit) e Oracolo Gemini (g1). Tsukuyomi ovviamente verrà convocata istantaneamente come vanguard, per cui quella carta non si deve contare. Le altre come possiamo fare per ricordarle? Abbiamo quattro numeri in questo caso, lo 0, l’1, il 2, e il 3; lasciamo da parte lo 0  e concentriamoci sugli altri due. La sequenza delle unità senza inneschi non è importante, quindi possiamo metterle un po’ come ci pare per cui decidiamo di impilare le carte in questo modo:

2= N
3= M
1= T
Se provate a leggerle velocemente come suono vi renderete conto che formano la parola “nmete” che non vuol dire niente ancora ma sarà la base con cui inizierete a costruire la storia che vi permetterà di ricordare la sequenza finale del mazzo. 
Manca il critico, come possiamo fare? Per Pescata non ci sono problemi, la P non è una lettera che si sovrappone alle conversioni dei numero 1,2 e 3. Il problema arriva con Critico e Cura. Visto che entrambi iniziano per C, c’è bisogno di differenziarli visto che noi vogliamo sapere assolutamente quali inneschi troveremo gli inneschi e non solo se troveremo degli inneschi. Io ho optato per la combinazione C per Critico e la conversione fonetica dello 0 per le Cure. Siccome volete mettere il critico come prima carta la sequenza diventerà quindi:
Critico= C (dura, che suona molto simile a un K)
2= N
3= M
1= T
Provate a leggerle velocemente, inserite le vocali e vedrete come si formino le parole “Con Mete”. Questo è l’inizio della vostra storia, quella a cui farete riferimento per ricordare quali carte e in che ordine avete messo in fondo al mazzo. 
Il turno dopo rifate l’effetto di Tsukuyomi e manderete in fondo al mazzo altre 5 carte (non siete stati fortunati e non avete trovato il grado due tra quello). Mettiamo il caso che le carte mandate in fondo al mazzo siano Critico, Critico, Cura, Tsukuyomi g1 e Tsukuyomi g3. La sequenza quindi sarebbe C C S D M. proviamo a giocare con le carte anche perché non vogliamo veramente avere tre inneschi di fila considerando che con molta probabilità uno lo pescheremo. Quindi organizziamo le carte in questo modo:
Critico= C
Cura= S
1= D (usiamo la D perché funziona meglio in questo contesto)
Critico = C
3=M
Si formano le parole “Casa di Como”. Vanno in fondo al mazzo dopo quelle che avevamo già inviato in precedenza, allargando la storia a “Con Mete la Casa di Como”. E così via. Voi sapete già che la L di “la”  non rappresenta nulla perché non ci sono gradi 5 nel mazzo e quindi potete usarla come congiunzione tranquillamente.  
Il consiglio che posso darvi è quello di immaginare visivamente la vostra storia. Per esempio io a “Con mete” immagino una squadra di Rugby che va in meta e fa l’azione e con ” casa di Como” mi immagino che la meta dove devono portare la palla questi giocatori di Rugby sia dentro una casa (magari sfondando la porta) e che stiano facendo il tutto sulle rive del Lago di Como. Non preoccupatevi se le associazioni di parole risultino assurde; più sono assurde più e facile che le ricordiate. 
Ultimo problema: come tenere il conteggio delle carte? Qui non ho grosse tecniche per aiutarvi, dovete semplicemente fare pratica ricordandovi quante carte avete tolto dal mazzo tra effetto di Tsukuyomi, pescate, controlli d’assalto e danni. Per esempio. Sapete benissimo che alla fine del primo turno, se non avete attaccato, arriverete a 38 carte dal primo mucchietto (il vanguard iniziale, 6 carte in mano e 5 carte rimosse dalla cima per effetto di Ichibiyoushi) mentre se attaccherete, a seconda dell’aver trovato un innesco di pescata o meno le carte che rimarranno saranno 37 o 36. 
Con un po’ di pratica potete riuscire anche voi a memorizzare velocemente le varie sequenze delle carte nel mazzo. Vedrete anche voi che non serve essere persone speciali per immagazzinare grossi quantitativi di informazioni, basta semplicemente avere un metodo e fare un po’ di pratica.
E con questo il capitolo Tsukuyomi è chiuso, provate anche voi a mettere in pratica quanto scritto oggi e beatevi della faccia dei vostri avversari quando girerete in sequenza le carte chiamandole prima. Miaski non era poi una ragazza tanto speciale.

Il Misakigate ormai è alla luce del sole.

Alla prossima.
Stand Up My Vanguard!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...